Se abbiamo una patologia fisica ci rivolgiamo il prima possibile a un medico, se abbiamo dolore a un dente andiamo dal dentista (anche se spesso non è piacevole), allora perché se abbiamo un malessere psicologico non ci rivolgiamo al professionista che se ne occupa?

 

I motivi sono:

  • Comunemente se si hanno problemi psicologici si tende a pensare: “è solo un momento, passerà” o “lo supererò da solo”. Magari si ha già il biglietto da visita di uno psicologo conservato nel cassetto, ma prima di ricorrere al suo aiuto si lasciano passare settimane, mesi, se non anni, nella speranza che il problema si risolva da sé. Si rimanda, pur constatando che la buona volontà o il parlare con parenti e amici non è sufficiente e, che il malessere è troppo gravoso perché possa risolversi spontaneamente. Si sottovaluta che l’aspettare spesso trasforma quella che era solo una difficoltà, in una vera patologia, proprio come quando un problema fisico viene trascurato.
  • Altre persone vivono il fatto di andare dallo psicoterapeuta come un segno di sconfitta o di debolezza, pensano: “Non sono abbastanza forte se non riesco a farcela da solo“, ma la verità è che chiedere aiuto è un gesto di grande maturità e forza.
  • A volte non si ha chiaro il ruolo dello psicologo. Spesso parlando con le persone mi sento dire: “anch’io sono un po’ uno psicologo”, questa frase sottende uno specifico pregiudizio, vale a dire che lo psicologo sia semplicemente una persona empatica che dispensa consigli. Ma lo psicologo non è “un amico a pagamento“! Lo psicologo e in particolare lo psicoterapeuta è formato per anni sullo studio del funzionamento delle dinamiche relazionali ed emotive oltre che sulle tecniche terapeutiche più idonee ad aiutare la persona a risolvere persona il problema presentato, sia esso un problema di coppia, familiare, un lutto o un vera patologia clinica, come un disturbo d’ansia, ad esempio.
  • A volte la ragione che allontana l’idea di andare dallo psicologo, è economica, anche perché ancora si pensa che la psicoterapia debba durare anni, ma non è necessariamente così. Esistono terapie, tra cui la Terapia Breve Strategica, che hanno livelli di efficacia estremamente elevati in tempi decisamente brevi.

Tutti abbiamo fragilità e commettiamo errori, ma quando questo compromette la nostra qualità di vita o quella dei nostri cari, è insensato non cercare l’aiuto di chi può farci star meglio. Si tratta solo di riconoscere di non avere gli strumenti giusti per affrontare e risolvere il problema.
Prendere in mano il telefono e chiamare il numero che teniamo in tasca da mesi è il segno che vogliamo cambiare le cose, e lo faremo noi, in prima persona, ma con il supporto di chi, dopo aver “studiato” la situazione e quello che abbiamo fatto fino a quel momento e che non ha funzionato, sarà in grado di fornirci strategie nuove e mirate per il problema presentato.

Chi inizia un percorso di psicoterapia è un individuo coraggioso perché è disposto a riconoscere di avere un problema e, a mettere in discussione comportamenti o atteggiamenti mentali che gli provocano malessere. Come per qualunque percorso che preveda un cambiamento, anche la psicoterapia richiede impegno e un po’ di fatica. D’altronde anche le cure mediche comportano lo stesso, ma il risultato finale è di alleviare il dolore e migliorare la nostra qualità di vita.
Avere dei momenti di smarrimento è normale, così come commettere degli errori. Si sbaglia spesso: si sbaglia col partner, coi figli, sul lavoro e a volte nel rapporto con se stessi. L’unico vero errore è rimanere a guardare passivi la nostra sofferenza.

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